La storia di Milano, i suoi luoghi, i suoi personaggi. Un blog di Mauro Colombo

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venerdì 30 gennaio 2015

La prima filovia di Milano


Alcuni appassionati e studiosi di mezzi pubblici milanesi indicano quale primo esempio di filovia cittadina le pionieristiche vetture che prestarono servizio durante l'Esposizione internazionale del 1906 (in occasione della quale era stata ideata anche la ferrovia sopraelevata).
Sul perimetro (circa 3 chilometri) del polo espositivo di Piazza d'Armi (che diventarà poi la Fiera) venne infatti predisposta una linea filoviaria, sulla quale circolarono alcune piccole vetture con sistema di captazione della corrente a trolley ("automobili elettrici a filo aereo"; non è un refuso, all'epoca "automobili" era maschile!).




Ad occuparsi del progetto fu la Società per la trazione elettrica STE (con sede in via Vignola 6), che chiedeva per una corsa 10 centesimi di lira, mentre per un abbonamento valido per tutto il periodo fieristico 2 lire e 75 centesimi.
Le vetture in servizio furono alcune (non sappiamo quante esattamente), ed effettuavano fermate in corrispondenza dei padiglioni espositivi.
Le vetture filoviarie, terminata l'Esposizione, furono sfruttate dalla STE per un più ambizioso progetto: la  linea filoviaria La Spezia - Porto Venere, inaugurata lo stesso anno 1906. Progetto che ebbe però scarso successo e vita breve.




Per vedere circolare a Milano una filovia pensata per l'intera cittadinanza,  adibita cioè ad una linea di trasporto pubblico duraturo e non occasionale come quello in ambito fieristico, si dovrà attendere quasi un trentennio.
Nel 1933 iniziò infatti a circolare sulla linea 82, Dergano-Spotorno, una nuovissima  filovia Stigler Ransomes, carrozzata dalla Macchi di Varese.


L'ing. svizzero Augusto Stigler si era trasferito a Milano nel 1859, e fin da subito si era affermato per la produzione di ascensori  elettrici (ricordiamo la famosa torre Stigler ideata per le Esposizioni riunite del  1894).
La Ransomes era all'epoca una solida industria britannica, nata per la produzione di trattori agricoli ma ormai lanciata anche sul mercato dei  mezzi pesanti, per trasporto di merci e di passeggeri.
La filovia consegnata all'ATM era un veicolo a tre assi,  lungo poco più di 10 metri, largo 2,50, con 27 posti a sedere più autista e bigliettaio. Le fu dato il numero di servizio "301".


Fu affiancata, ben presto, da filobus di altre Case, ma resistette comunque fino al 1966, anno in cui fu radiata.
Parcheggiata inizialmente nel cortile del Museo della Scienza e della Tecnologia, vi rimase in abbandono per anni,  fino alla sua inevitabile demolizione.



mauro colombo
gennaio 2014
maurocolombomilano@virgilio.it