La storia di Milano, i suoi luoghi, i suoi personaggi. Un blog di Mauro Colombo

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mercoledì 7 gennaio 2015

Elenco dei nove Duchi di Milano





Presentiamo di seguito la serie dei nove Duchi succedutisi nel comando del Ducato di Milano (1395-1535).

Gian Galeazzo Visconti, I Duca, dal 1395 al 1402.

Figlio di Galeazzo Visconti e di Bianca di Savoia, alla morte del padre subì per alcuni anni l'influenza dello zio Bernabò (di cui sposò la figlia Caterina),  che aveva diviso col fratello Galeazzo i territori viscontei; finché nel 1385 catturò lo zio, e, sembra, lo soppresse col veleno. Riunito ed avuto così il potere, ottenne poi dall'Imperatore l'11 maggio 1395 la dignità ducale e il 30 marzo 1397 il titolo di duca di Lombardia.
A Gian Galeazzo si devono la Certosa di Pavia (1396) e l'avvio dei lavori di edificazione del Duomo di Milano.
Morì di peste nel 1402 nel castello di Melegnano, dove si era rifugiato in seguito al dilagare del contagio. I sontuosi funerali ebbero luogo a Milano.  E' sepolto nella Certosa di Pavia.
E' ricordato per aver ideato la Calà del Sasso, la scalinata più lunga d'Europa, che collega il comune di Valstagna al comune di Asiago, in provincia di Vicenza.
La sua "impresa", il sole raggiante, è impressa nella vetrata absidale del Duomo. Peraltro, l’impresa del sole raggiante appare spesso ingentilita da una colombina bianca recante nel becco il cartiglio con il motto “A bon droit”.



Giovanni Maria Visconti, II Duca, dal 1402 al 1412

Figlio primogenito  di Gian Galeazzo, successe al padre a quattordici anni, sotto la reggenza della madre Caterina, nelle più drammatiche condizioni del Ducato.
Di carattere sanguinario e degenerato, viene assassinato davanti alla chiesa di S. Gottardo in Corte il 16 maggio 1412 da congiurati milanesi. 




Filippo Maria Visconti, III Duca (ultimo dei Visconti), dal 1412 al 1447

Figlio di Gian Galeazzo e di Caterina Visconti, e fratello di Giovanni Maria, sposò Beatrice contessa di Tenda.
Cacciati da Milano Astorre e Giampiccino, figlio e nipote di Bernabò Visconti, che si erano impadroniti del ducato, senza chiedere la convalida del suo potere, rivolse la sua attività a ricostruire lo stato,assoldando famosi capitani di ventura quali Niccolò Piccinino, Francesco Sforza, Francesco Bussone detto il Carmagnola.
Tra le sue imprese araldiche, famosi i “piumai”. Si tratta di una corona nobiliare tempestata di pietre preziose, attraversata da due rami intrecciati di palma (adattamento e umiltà) e d’ulivo (pace). 





Francesco Sforza, IV Duca (dopo la parentesi repubblicana), dal 1450 al 1466

Capitano di ventura al soldo di Filippo Maria Visconti, ne sposò la figlia naturale, Bianca Maria.
Sua l'edificazione del grandioso ospedale per i poveri, meglio noto col nome di Ca’ Granda. Significativo che sulla pietra di fondazione dell’edificio sia scolpita l’impresa della “Scopetta” col motto “Merito et tempore”.
Ricostruisce il Castello, danneggiato dal popolo durante gli anni repubblicani. Iniziò i lavori per il naviglio martesana.



Galeazzo Maria Sforza, V Duca, dal 1466 al 1476

Figlio di Francesco Sforza, sposò Bona di Savoia, dando così vita ad una proficua alleanza (e per questo creò l'emblema araldico delle "due mani divine che stringono un cuore").
Fu ucciso il giorno di santo Stefano, durante la Messa. Approfondisci qui






Giovanni Galeazzo Maria (detto Gian Galeazzo) Sforza, VI Duca, dal 1476 al 1494


Figlio di Galeazzo Maria e di Bona di Savoia, successe nel Ducato alla morte prematura e inaspettata del padre. Avendo solo  otto anni, governò sotto la reggenza della madre, assistita da Cicco Simonetta. Presto lo zio Ludovico il Moro riuscì a sostituirsi nella reggenza e a diventare arbitro del governo.
Morì di gotta a 25 anni. 




Ludovico Maria Sforza (il Moro), VII Duca, dal 1494 al 1500

Secondogenito di Francesco Sforza, fratello di Galeazzo Maria e zio ("barba") di Giovanni Galeazzo, al quale di fatto usurpò il potere, per poi essere formalmente investito del Ducato dall'imperatore Massimiliano d'Austria.
Sposò Beatrice d'Este, ma tra le sue molte amanti ebbe Cecilia Gallerani, ritratta da Leonardo (La dama con l'ermellino).
Morì in Francia nel 1508, dopo essere stato spodestato dal ducato dal re di Francia Luigi XII nel 1499. Il mausoleo che si era fatto preparare nella Certosa di Pavia rimase pertanto vuoto.
Commissionò al Bramante la ristrutturazione del vecchio santuario di Santa Maria delle Grazie, facendolo divenire il mausoleo di famiglia.
Adottò l'impresa del caduceo di Mercurio: simbolo  di pace e di benessere per tutti.
Vedi il suo ritratto con la famiglia nella Pala sforzesca ( leggi ).




 Massimiliano Sforza, VIII Duca, dal 1512 al 1515

Figlio di Ludovico, si chiamava Ercole in origine, ma cambiò poi nome per gratitudine verso l'imperatore Massimiliano, che lo aveva ospitato e protetto nel 1499, alla caduta di suo padre il Moro
Nel 1512 riottenne il ducato di Milano, strappandolo ai Francesi, anche se per soddisfare le esose pretese delle truppe  degli Svizzeri (che di fatto governavano il ducato), dovette imporre molte tasse, creando forte malcontento nella popolazione.
Incapace, dedito ai piaceri ed ai vizi, inviso alla popolazione milanese. Di fronte alla minaccia di una nuova invasione francese, Massimiliano per raccogliere fondi garantì la cessione all’amministrazione urbana di Milano di alcune proprietà ducali e il diritto d’incamerare alcune imposte. Cedette formalmente a Milano il Naviglio grande, il canale della Martesana con relativi diritti e rendite e il dazio della macina. Fu attribuito pure in perpetuo alla Comunità ambrosiana il diritto di nomina del governo municipale (il vicario, i Dodici di provvisione, i sindaci, il tesoriere) sino allora di competenza ducale.


Francesco II Maria Sforza, IX Duca, dal 1521 al 1535

Fratello di Massimiliano, secondogenito di Ludovico, fu messo sul trono nel 1521 dalla lega tra Carlo V e Leone X.
Alla sua morte (2 novembre 1535) si estingueva la dinastia legittima degli Sforza, non avendo egli avuto eredi.
Perciò, per evitare altre pretese, Carlo V decise l'annessione diretta del Ducato di Milano ai suoi domini.
Di fatto, iniziò la dominazione spagnola (Approfondisci qui). 





mauro colombo
gennaio 2015