La storia di Milano, i suoi luoghi, i suoi personaggi. Un blog di Mauro Colombo

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venerdì 24 ottobre 2014

Le chiese "doppie" di Milano


Fino ad un'ottantina di anni fa Milano poteva vantare, sul proprio territorio, la presenza di tre chiese doppie, cioè chiese costituite da due chiese gemelle (o quasi) edificate in epoca diversa e poi unite.
Oggi restano santa Maria dell'incoronata e san Cristoforo al naviglio. E' scomparsa invece san Michele alla chiusa.



Santa Maria dell'incoronata (corso Garibaldi)


La chiesa più antica, quella di sinistra, fu edificata in epoca medievale, e dedicata a S.Maria di Garegnano; ristrutturata successivamente  in stile gotico venne terminata nel 1451 (quando Francesco Sforza fu incoronato nuovo signore di Milano, ed ecco spiegato il nome).
Dedicata dunque allo Sforza, non stupisce che pochi anni dopo, la moglie Bianca Maria Visconti (erede del casato visconteo, figlia di Filippo Maria ultimo Visconti a governare sulla città) volle far erigere accanto alla primitiva chiesa un nuovo edificio di culto, del tutto simile al precedente (1460). Il progetto pare attribuibile a Pietro Solari.
Terminati i lavori, le due chiese furono unite abbattendo il muro divisorio, dando così vita ad un'unica chiesa con due navate divise da archi a sesto acuto poggianti su pilastri. Furono mantenute le due absidi originali, mentre uno è il campanile.
Fu in seguito rimaneggiata più volte, fino all'ultimo restauro del 1900, quando fu riportata il più possibile alle vesti originali.
Tra i vari capolavori d'arte che custodisce, si può ammirare una rara rappresentazione di Cristo premuto sotto il torchio, soggetto alquanto inusuale, attribuita al Bergognone.






San Cristoforo al naviglio (Alzaia naviglio grande, presso il ponte delle Milizie)


Questa chiesa doppia, rispetto alle altre due, ha minor unità stilistica, ma è comunque il frutto di unione tra due diversi edifici di culto sorti in epoche diverse.
La chiesa primitiva è quella che corrisponde alla parte sinistra dell'edificio. Di origini antiche (forse inizialmente un tempio pagano) di certo venne ricostruita nel 1192 (durante i lavori di scavo del naviglio, che giunse a Milano nel 1211) e rimaneggiata poi nel trecento.
Più recente è la chiesa di destra, lungo l'argine del naviglio, nata come Cappella Ducale  per volere di Gian Galeazzo Visconti, quale voto per l’improvvisa cessazione della peste del 1399.
A ricordo della sua origine, sulla facciata è posto lo stemma visconteo accanto a quello comunale, oltre a quello del cardinale Pier Filago da Candia (poi Papa Alessandro V).
Nella navata di sinistra, corrispondente alla chiesa più antica, si ammirano affreschi della scuola del Bergognone e del Luini.

 




San Michele alla chiusa (via della Chiusa)


Demolita nel 1929/1930 (per essere sostituita da un palazzo ancora esistente) durante i lavori edilizi che sconvolsero pesantemente la zona della Vetra (leggi qui ), questa chiesa si affacciava sull'attuale via della Chiusa, all'angolo con la via Disciplini (un tempo, contrada di S.Ambrogio ai disciplinati).
La chiesa primitiva, di origini molto antiche, è menzionata per la prima volta in un atto del 1171; il nome le derivò forse dall'essere situata in una zona ricca d'acque (tra le quali la Vepra) e presso una chiusa che gli artigiani conciatori di pelli utilizzavano per le loro lavorazioni (Torre). Era detta anche "ad aquaeductum". La regimentazione dei numerosi corsi d'acqua della zona fu voluta poi da Azzone Visconti, che ordinò "fossero fatte sotterranee cloache nelle quali si scaricassero le colature delle case", come ricorda il Latuada. Quest'ultimo peraltro avanza anche un'altra ipotesi circa il toponimo: qui era "qualche parte de' muri della città, rovinata, e poi ristorata alla meglio, e detta chiusa".
Nel 1526 le venne affiancata una cappella dedicata alla Madonna. I due edifici furono poi uniti e ristrutturati ad opera di Pellegrino Tibaldi, finendo con l'essere una sola chiesa con facciata doppia.
Poco distante si trovava l'Ospedale detto della Colombetta, per via del suo stemma, una colomba che rappresenta lo Spirito Santo (stemma che passò poi all'Ospedale Maggiore, quando questi assorbì la Colombetta).
Non distante era un'altra chiesa oggi scomparsa: S.Fermo, un tempo ubicato nell'omonimo vicolo che si dipartiva dalla via Olmentto.
 




Bibliografia

Latuada S., Descrizione di Milano,  ecc, 1737, tomo III (s. Michele);
Rotta P., Passeggiate storiche, ossia le chiese di Milano dalla loro origine fino al presente, 1891;
Zeppegno L., Le chiese di Milano, 2007.




mauro colombo
ottobre 2014
maurocolombo@virgilio.it